Residenza d’artista

2022, selezionata per la residenza bimestrale a Villa Greppi, Monticello Brianza (LC), dall’8 agosto all’8 ottobre.

In viaggio tra legami spinosi e mani protese

“Come altri artisti ospiti di Villa Greppi prima di lei, Giulia Nelli ha deciso di usare l’atelier non solo come luogo di lavoro ma anche come spazio espositivo per le opere da lei realizzate nei due mesi di residenza, vere e proprie installazioni site specific, nate per abitare l’ambiente suggestivo e accogliente dello studio in Villa. […] Quello di Giulia Nelli è un lavoro legato alla manualità, a una gestualità che rimanda al contempo alla tradizione del lavoro femminile e alla pratica sperimentale della scultura più d’avanguardia. Caratteristica della ricerca di Giulia Nelli è senza dubbio il materiale da lei impiegato: il tessuto dei collant, che lei strappa, ritaglia, smaglia, sfila, imprigionandolo in strutture di filo di ferro, immobilizzandolo su superfici rigide o lasciandolo libero di modificarsi appendendolo a ganci e avvolgendolo su forme tubolari. L’impatto per il visitatore è senza dubbio notevole. Strane presenze biomorfe, dinamiche e sinuose, si stagliano sulle pareti chiare con i loro neri tentacoli, si dipanano come fili sfuggiti a un gomitolo, tracciano disegni nello spazio, giocano con le loro ombre, precipitano nel vuoto e si arrampicano verso l’alto… Sono opere che schiacciano l’occhio tanto al Surrealismo quanto all’arte processuale, ironiche e impertinenti nei loro svolazzi e avviluppamenti, ma serissime nel loro messaggio, che è sentito e profondo. […] I suoi segni neri, disegnati nello spazio con la sua originale tecnica, tracciano il fluire della vita nella sua caducità, lo scorrere del tempo, le relazioni che nella nostra esistenza compongono la nostra personalità, la nostra memoria, il nostro vissuto. Sono sogni, visioni, suoni, racconti… Sono radici e steli che affondano nel suolo o nascono dalla terra, sono legami ancestrali e abbracci, paure e respiri. Sono tante cose insieme. Un piccolo mondo in costante evoluzione che vale la pena di essere esplorato”. (Testo della curatrice Simona Bartolena)